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LA POLITICA NON E’ OSTAGGIO

di felice magnani

In questi anni si è parlato molto di politica, l’abbiamo ascoltata attraverso i video, ci siamo domandati spesso quale fosse realmente la sua funzione, che cosa facesse di così importante per meritare la fiducia delle persone, l’abbiamo spogliata e poi rivestita, con uno spirito molto più distaccato rispetto al passato. Abbiamo cercato di capirla anche quando diventava quasi impossibile, tanto era infarcita di ambiguità e di arroganza. L’avremmo voluta meno irascibile, meno conflittuale, meno vocata alla violenza, meno attaccabile sul piano della legalità, l’avremmo voluta più vicina ai nostri problemi, alle nostre difficoltà, meno soggiogata e più libera, capace quindi di parlare con chiarezza e trasparenza al cuore della gente. In fondo abbiamo continuato ad amarla, nonostante fosse diventata ostaggio di individui senza scrupoli, di mafia, camorra e n’drangheta, di ignoranza e di sopraffazione, cercando sempre di dividere con cura il bene dal male, le brave persone da quelle cattive, le cose giuste da quelle sbagliate.  Abbiamo cercato di crederle nonostante tutto. L’abbiamo ascoltata. Abbiamo continuato ad accordarle il nostro voto, la nostra fiducia, la speranza che l’onestà e il rispetto l’avessero vinta sulla disonestà e sulla sopraffazione, avremmo voluto farne parte, salvo poi ritrarci in silenzio, guardandola con timore, con la paura che avesse perso per strada la facoltà di essere quella per cui era nata una mattina di primavera, grazie alla sottile inventiva di grandi uomini, capaci di cogliere e assecondare lo spirito profondo che alligna nella vita, in tutte le sue manifestazioni. In qualche caso l’abbiamo anche vissuta, salvo renderci conto che non era così disponibile e generosa come l’avevamo sognata, quando qualcuno più grande di noi ci aveva raccontato che bisognava agire concretamente, che il bene non era solo belle parole o belle frasi, ma s’incarnava nella partecipazione alla costruzione di un modello di società e di stato capaci di soddisfare le attese e le speranze della gente comune, quella che con grande spirito di servizio accorda la propria fiducia e la propria generosità. Dunque non l’abbiamo mai ripudiata, neppure quando la vedevamo sommersa in laghi di fango o quando ansimava barcollante tra aule di tribunali e inquisizioni, tra corruzioni e contraffazioni, le abbiamo sempre riservato una parte della nostra onestà, ricordandole che la gente comune non abbandona mai chi ha bisogno, chi si rivolge al popolo per chiedere scusa o per ricominciare. Esiste sempre una via per ripartire, per fare un esame di coscienza, per capire se quello che facciamo è giusto, è vero, è legale, oppure se siamo vittime di un orgoglio smisurato e di un narcisismo che cancella ogni possibilità di rinascita. Non è vero che la politica è tutta malata, ma è vero che ha bisogno di grandi cure, ha bisogno soprattutto di medici, infermieri, professori, specialisti, ma anche di tanta brava gente che non le ha mai fatto mancare l’onestà del lavoro, della famiglia, del servizio, di un impegno continuo e costante. Certo deve ricominciare a guardarsi attorno, ad aprire gli occhi, a non cadere nell’eccesso o nella presunzione, deve porsi delle domande, immedesimarsi, sfruttare la propria coordinazione empatica, ristabilire un dialogo aperto e rispettoso con il mondo, quel mondo che spesso ci piove addosso perché non sa più cosa fare e dove andare, quel mondo che molto spesso ce lo ritroviamo vicino senza averlo chiamato, ma di fronte al quale dobbiamo saper assumerci responsabilità precise. La politica deve avere sempre una carta da giocare, non deve lasciarsi sorprendere, non deve cadere in ginocchio, deve parlare sempre con la lingua della fermezza e della legalità, deve dimostrare sul campo le ragioni della sua presenza, deve saper cogliere le speranze, senza pretendere di imporre, ma con l’accortezza di chiamare a raccolta ogniqualvolta la decisione è importante e si risolve con il concorso di tutti. Chi ama la politica e la forza ragionevole del suo servizio la sa comprendere e investigare, sa coglierne il sapore e l’umore, anche attraverso un video capisce chi esagera e chi no, chi è onesto e chi invece tenta disperatamente di imbrogliare le carte per un tornaconto personale. Chi ama la politica non si lascia sorprendere e distrarre, capisce soprattutto che la violenza va sempre respinta e che l’unica via della costruzione è quella della conciliazione, conservando il carattere della diversità. In questi anni il cittadino ha subìto di tutto, si è sentito spesso ostaggio di gente senza scrupoli, di ampollosi e irriverenti accompagnatori, sempre pronti ad alzare la posta, a tradire i bisogni veri e le necessità della gente comune, quella che con la sua forza e con la sua energia tiene in piedi un progetto nato molti anni fa, dopo una guerra disastrosa. E’ guardando in faccia le speranze di un mondo giovanile a corto di valori, è capendo le difficoltà di un mondo anziano che spesso vive nella solitudine più profonda e senza quell’aiuto istituzionale che lo assolverebbe da tante frustrazioni e depressioni, è soprattutto da quel mondo adulto vivo ed efficiente, che ha imparato anche a dare senza ricevere, che bisogna ripartire, rimettendo in piedi una nazione, piegata da mille problemi.

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