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“EDUCAZIONE, UN’ALLEANZA PER CREARE FUTURO”

LA PROPOSTA DELL’ARCIVESCOVO  MARIO DELPINI  IN OCCASIONE DELLA FESTIVITA’ DI SANT’AMBROGIO

di felice magnani

Leggere il Discorso alla città dell’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, in occasione della festività di sant’Ambrogio, è come respirare una boccata di ossigeno in un momento in cui l’aria è sempre più rarefatta e inquinata. Educazione, alleanza, bene comune, futuro, adolescenza, unione generazionale, la forza del presule milanese è quella di rimettere al centro l’educazione, un bene che per sua natura appartiene a tutti e che per realizzarsi ha bisogno del concorso di tutti. Quella di Delpini è una visione molto concreta delle cose, qualcuno potrebbe persino definirla il frutto di una straordinaria intuizione politica, se per politica s’intendesse bene prezioso da coltivare sempre con somma cura e nel pieno rispetto della condizione umana. C’è nel richiamo pastorale dell’arcivescovo il senso di una città in cui nulla è lasciato al caso, ma tutto concorre a realizzare il bene comune, quel bene che trova nel sistema educativo la piattaforma da cui partire per rimettere in piedi una società sempre più soggetta al gioco delle illusioni e a quello delle dipendenze. Nelle parole dell’arcivescovo c’è la storia della chiesa, di una chiesa che cerca alleanze, solidarietà e unione, una chiesa che non si accontenta di primati, ma che sollecita energie che si mettano al servizio del mondo, in particolare di quello giovane, avviandolo a scoprire la forza persuasiva dell’amore, della comunione, la forza e la bellezza della famiglia, oltreché quella relativa all’impegno solidale di agenzie che insieme formano il perimetro educativo dentro il quale si sviluppa la forza dell’amore cristiano. L’arcivescovo punta dritto all’educazione come pista di decollo e punto di arrivo, sollecita l’impegno comune, la necessità di stare insieme, di condividere e di ricucire quegli strappi generazionali che impediscono alla natura umana di crescere in modo sintonico e di fungere da nobile supporto alle crisi adolescenziali e a tutti quei problemi che impediscono ai nostri giovani di vedere più chiaro dentro se stessi e fuori, dove  spesso la comunità si lascia sorprendere, irretire e sopraffare dalle inquietudini mondane del materialismo. L’arcivescovo sottolinea il grande valore della cooperazione formativa, in particolare di coloro che si dedicano quotidianamente all’impegno educativo del mondo giovanile, come la famiglia, la scuola, le amministrazioni locali, le forze dell’ordine, le istituzioni sportive, le associazioni, gli oratori, le scuole pubbliche e quelle paritarie. Un discorso molto importante, su cui  tutti dovremmo riflettere, in particolare chi ha il compito di accompagnare, perché il cambiamento non lasci desertificazione, ma occasioni per nuove speranze.

Estratto del Discorso alla città dell’Arcivescovo Mario Delpini, in occasione della solennità del patrono Sant’Ambrogio, pubblicato da Avvenire.

Il futuro sono i ragazzi e i giovani che oggi vivono, crescono, studiano, sognano. Gli adolescenti attraversano una stagione burrascosa, entusiasmante ed esasperante della vita. L’adolescenza è tempo di scelte, di responsabilità iniziali, di definizione della personalità di ciascuno. Gli adulti hanno il compito di accompagnare questa età con sapienza e pazienza, promuovendo lo sviluppo della libertà che si decida di fronte a proposte promettenti. Gli adulti si sentono talora inadeguati e smarriti quando hanno responsabilità educative in famiglia, a scuola, nell’ambito sportivo, ecclesiale, sociale.

Gli adolescenti vivono in un mondo che sembra desiderare un distacco da tutto quello che è adulto, che propone valori del passato, che non parla la loro stessa lingua. Tuttavia il rapporto inter-generazionale è prezioso per ogni giovinezza: talora i giovani non eseguono le indicazioni dei genitori, dei nonni, degli insegnanti e degli educatori, ma apprezzano le personalità adulte che sono forti e miti, imperfette e insieme fiduciose.

Desidero esprimere la mia gratitudine e ammirazione a genitori, nonni, insegnanti, educatori che continuano ad accompagnare gli adolescenti. In particolare ringrazio tutti coloro si dedicano all’istruzione, alla formazione, all’educazione nelle scuole. Dovremmo essere fieri sostenitori di un sistema pubblico di istruzione così capillare e così importante, offerto da scuole statali e paritarie, cattoliche e di ispirazione cristiana. Tutto il personale che si dedica con generosità, professionalità, spirito di servizio e di collaborazione alla scuola ha una motivata e profonda fiducia che la verità della parola, la bontà della proposta, la personalità serena dell’adulto rendano anche gli anni dell’adolescenza propizi per seminare promesse: benvenuto, futuro!

L’impegno educativo deve essere apprezzato da tutta la comunità, sempre: attentamente condiviso tra tutte le istituzioni che operano nella società, che sono chiamate a sostenerlo adeguatamente. La comunità cristiana per lunga tradizione ha investito molte energie nell’ambito educativo e ha offerto il suo servizio negli oratori, nelle scuole cattoliche e di ispirazione cristiana, nei movimenti e in molte iniziative e proposte di percorsi educativi. La comunità cristiana avverte la promessa e l’inadeguatezza di ogni proposta educativa e perciò desidera fare alleanza con tutte le istituzioni e iniziative che nel territorio si prendono cura degli adolescenti, per dire: benvenuto, futuro!

Non si deve distogliere lo sguardo dai molti problemi drammatici che talora rendono l’adolescenza e la giovinezza un tempo di rischi e di trasgressioni pericolose, di avvio di dipendenze che possono compromettere la libertà e la serenità per tutta la vita. Il diffondersi delle droghe, dell’alcolismo, delle ludopatie, delle videodipendenze, dei disturbi alimentari (dalla bulimia all’anoressia) crea un problema sociale allarmante. Siamo autorizzati a pensare alle radici, alle responsabilità, ai rimedi che abbiamo la responsabilità di offrire alle giovani generazioni. La fragilità dei rapporti di famiglia, la malizia di chi trae vantaggio dalle dipendenze degli adolescenti e dei giovani, la facilità di accesso a sostanze e abitudini rovinose espongono a rischi preoccupanti.

È necessario che si costruiscano alleanze tra tutte le istituzioni educative, scolastiche, sportive, le forze dell’ordine, le amministrazioni locali perché la sola repressione non è mai efficace. Sempre è necessario offrire motivazioni, accompagnamenti attenti e pazienti, sostegno nelle fragilità e nelle frustrazioni che la vita non risparmia a nessuno, interventi tempestivi, affettuosi e forti. Siamo tutti chiamati a essere protagonisti nell’impresa di edificare una comunità che sappia anticipare e suggerire il senso promettente e sorprendente della vita e proporre una narrativa generazionale che custodisca i verbi del desiderare, del mettere al mondo, del prendersi cura e del lasciar partire. La comunità cristiana si dichiara pronta a offrire il suo contributo ed entra volentieri in questa alleanza con tutte le istituzioni e la società civile, per ribadire sempre: benvenuto, futuro!

 

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