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I cimeli garibaldini? A Biumo o a Luino

BIUMO - Il museo del Risorgimento? Se a Villa Mirabello non c'è lo spazio adatto per ospitarlo, si potrebbe allestire a Biumo Inferiore nella Casa Frasconi, vicina ai luoghi della battaglia del 26 maggio 1859 in cui cadde Ernesto Cairoli. E' la proposta di Franco Prevosti, presidente della commissione cultura di Palazzo Estense per 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Ma non è l'unica ipotesi sul tavolo. Contro la "politica del tergiversare" adottata da Palazzo Estense sull'annosa querelle dei cimeli garibaldini depositati - qualcuno dice "nascosti" - nelle cantine del Museo Civico di Villa Mirabello, Roberto Gervasini del comitato garibaldino di Varese propone una misura drastica: esporli a Luino. I cimeli - armi, bandiere e divise a suo tempo consegnati dai Reduci di guerra a Palazzo Estense affinchè fossero regolarmente esposti (tecnicamente non sono di proprietà del Comune) - potrebbero essere utilmente messi a disposizione delle scolaresche: "Luino è, con Varese e Sesto Calende, un luogo "sacro" per il Risorgimento italiano e sarebbe una collocazione assolutamente indicata per un museo del Risorgimento", osserva Gervasini. Basterebbe uno spazio di quattrocento metri quadrati per farne un museo e proprio Luino fu la prima città d'Italia a dedicare un monumento a Garibaldi quando l'eroe in camicia rossa era ancora vivo. Se proprio non fosse realizzabile il museo nella cittadina sul lago Maggiore, Gervasini confida nelle scuole elementari e medie di Varese, nelle banche, nella Camera di commercio e negli enti privati. Tutti chiamati a onorare i fatti che videro Varese protagonista dell'Unità d'Italia e i suoi valorosi patrioti: i fratelli Enrico ed Emilio Dandolo, Francesco Daverio, Emilio Morosini e il pavese Ernesto Cairoli, caduto nella battaglia di Biumo nel 1859. Senza dimenticare i volontari varesini che partirono con i Mille nel 1860.

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