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Cappuccetto rosso 2.0: la nonna, il lupo e il finale che non t'aspetti

di STEFANIA MAIDA   C’era una volta tanto tempo fa, anzi no c’era ieri o forse ci sarà domani, un bosco, ricco di alberi secolari e popolato da moltissimi animali. Uno di questi è il protagonista di questa storia. Lupo, questo il suo nome, a differenza dei suoi simili, aveva preferito la vita solitaria a quella del branco; la sua tana era in una caverna ai margini del bosco nascosta da una piccola collinetta che si apriva in una radura erbosa, ricca di arbusti di biancospino e rose selvatiche.

Quando era piccolo i suoi genitori gli raccontarono la storia di un loro antenato, che molti anni prima seguendo una bambina vestita di rosso e divorando lei e sua nonna, era finito molto male, ucciso da un cacciatore, raccomandandogli di stare lontano dalle bambine vestite di rosso e da tutte le nonne.

Oltre la radura si apriva un bellissimo prato, dove le famiglie degli umani si radunavano per scampagnate.

Lupo, da parecchi anni, da lontano li osservava che pranzavano e giocavano e dopo la loro partenza girava triste tra stoviglie di plastica sporche e abbandonate sull’erba, oltre ai resti di carne grigliata, pane e altri cibi non consumati.

Era così nauseato nel vedere questo degrado che decise di diventare vegetariano, e si cibava solo di bacche, erbe varie e frutta.

“Com’è possibile che non hanno nessun rispetto per il bosco” si chiedeva, e con pazienza, quasi ogni giorno, ripuliva il prato dalla sporcizia e dai resti dei picnic.

Una mattina, dopo la solita pulizia del prato, vide una strana figuretta rossa che camminava dirigendosi proprio dalla sua parte.

Si nascose dietro un cespuglio e la osservò attentamente e vide che sopra il mantello rosso aveva uno zainetto e tra le mani uno strano oggetto piatto, come una tavoletta, che rifletteva la luce del sole. Incuriosito dimenticò le raccomandazioni dei suoi genitori e piano piano per non spaventare la figuretta, si avvicinò al sentiero e nascosto dietro un albero la aspettò.

Quando la figuretta arrivata a pochi passi da lui, smise di essere figuretta e diventò bambina, alzò gli occhi e vide la coda spuntare dal tronco, si fermò e gli disse:

“Ciao, perché stai nascosto? Hai paura? Non ti faccio niente vieni fuori”

Lupo, incuriosito dalla strana tavoletta, timidamente fece qualche passo avanti.

“E tu chi sei? “ chiese Lupo

“Ma come chi sono, dovresti saperlo, siamo in un bosco, tu sei un Lupo io sono una bambina vestita di rosso non posso essere che Cappuccetto Rosso” rispose con tono saccente e petulante la bambina, sempre maneggiando la strana tavoletta.

Lupo, nel sentirsi rispondere in quel modo, si offese, e si girò per andarsene. Vedendolo andare via Cappuccetto Rosso lo chiamò “ Ma dove vai, ma come sei permaloso, torna indietro e accompagnami a casa della nonna”

Lupo si fermò, rimase pensieroso per qualche istante e poi disse: “ Va bene, verrò con te ma spiegami cos’è quella cosa che hai in mano”

“Non è una cosa ma un Ipad, non lo hai mai visto prima?”

“Veramente fino ad ora ho visto solo piatti e posate di plastica che lasciate sempre in giro dopo i vostri picnic” ribattè Lupo.

“Uffa ma doveva capitarmi di incontrate un Lupo permaloso e maniaco dell’ecologia!”

“A cosa serve quella cosa che hai in mano? richiese il Lupo fingendo di non aver sentito

“A fare tante cose, si può giocare, scrivere, navigare in internet e fare fotografie e selfie”

“Non ho capito niente” rispose Lupo stordito da un mare di parole a lui sconosciute

“Ti spiegherò tutto bene mentre andiamo da mia nonna” rispose Cappuccetto Rosso e così tutti e due si incamminarono lungo il sentiero.

Per tutta la strada Lupo ascoltò attentamente le spiegazioni della bambina senza capire molto in verità, fin quando non arrivarono sull’uscio della casa della nonna.

Lupo rimase qualche passo indietro timoroso mentre la bambina suonava il campanello.

Nessuno rispose.

Cappuccetto Rosso risuonò, ma anche questa volta nessuno aprì la porta. Lupo che iniziava ad agitarsi le disse: “Mi ha fatto piacere conoscerti ma ora ti lascio e torno a casa”

“Ma no aspetta adesso di sicuro arriverà la Nonna e ci preparerà una buonissima merenda”

Subito dopo aver pronunciato queste parole, videro la Nonna che correndo si dirigeva verso di loro.

Arrivò sulla porta un poco ansimante per la corsa, indossando una tuta da ginnastica e ai piedi delle praticissime scarpe da footing.

“Eccomi bambina, sono andata a fare la mia solita corsa quotidiana, e questo chi è?” chiese rivolta Lupo.

“E’ Lupo, l’ho incontrato nel bosco e vuole imparare ad usare il mio ipad” rispose Cappuccetto Rosso.

Lupo, che era rimasto in silenzio e un poco distante da loro, avanzò di qualche passo

“Permette che mi presenti signora, sono Lupo, vivo poco distante da qui e mi preoccupo di tenere il prato pulito”.

“Sono proprio contenta di conoscerti, mi sono sempre chiesta chi si occupava del prato, vieni entra ti preparo una sostanziosa merenda, sicuramente sarai stanco”

“Scusa Nonna, ci sarei anch’io e poi Lupo è qui per imparare a usare l’Ipad”

“No,“ disse Lupo, “non voglio imparare l’Ipad preferisco chiacchierare con la Nonna”

Cappuccetto Rosso rimase di stucco, e iniziò a strillare picchiando i piedi per terra

“Tu devi fare quello che dico io” La storia è mia e non puoi cambiarla come ti pare”

“No questa è la mia storia, non la tua” disse Lupo

Cappuccetto Rosso, rossa questa volta anche in viso, iniziò ad urlare più forte, le sue grida arrivarono alle orecchie di un’assistente all’infanzia che passava di là per caso e che preoccupato corse in direzione delle grida per accertarsi di quello che stava succedendo.

Al suo arrivo vide la Nonna che tirando Cappuccetto Rosso per il cappuccio cercava di zittirla, mentre questa di dimenava sempre di più e Lupo tranquillo, accucciato in un angolo che assisteva impassibile alla scena.

“Nonna ma cosa succede” chiese l’assistente

“Sono stanca dei capricci di questa bambina, in ogni storia ne combina sempre una, ora ha preso di mira Lupo e vuole obbligarlo ad imparare ad usare l’Ipad. Per favore la riporti da sua madre.”

L’assistente prese in carico Cappuccetto e la portò via con se, mentre Nonna e Lupo entrarono in casa e davanti ad una tazza di cioccolata calda si raccontarono le storie degli abitanti del bosco, degli gnomi e delle fate, di orchi e draghi, fin quando calò la notte su di loro e su questa storia.

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