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Grazie a don Luca e madre Augusta

VARESE - "Qui mi sento a casa, ma la casa non è un nido caldo, è una catapulta per affrontare le sfide della vita". Con queste energetiche e illuminanti parole, don Luca Violoni si è congedato domenica mattina da Varese con una messa in San Vittore per trasferirsi in Arcivescovado, a Milano, dove lo attendono compiti di responsabilità nell'amministrazione della diocesi.

Ad assistere alla celebrazione e salutarlo sono accorsi giovani del decanato, studenti universitari, anziani, sacerdoti, interi nuclei familiari e diverse autorità, tra cui il sindaco Attilio Fontana, il prefetto Simonetta Vaccari, il presidente della Provincia Dario Galli, l'assessore regionale Raffaele Cattaneo e il professor Paolo Cherubino che, in questi anni, ne hanno apprezzato l'opera.

Don Luca, milanese, era giunto a Varese subito dopo l'ordinazione sacerdotale. In tredici anni si è dapprima occupato dei giovani dell'oratorio di Masnago, poi ha assunto il rettorato del Collegio De Filippi e ha seguito la pastorale universitaria. Il tutto condito da una serie illimitata di incontri, convegni, dibattiti e occasioni di riflessione culturale.

Domenica Varese ha salutato anche madre Augusta Negri, superiora delle suore della Riparazione che ha concluso i sei anni del suo mandato e si trasferisce a Busto. Madre Augusta, che monsignor Gilberto Donnini ha definito un'apostola della carità, si è prodigata a vantaggio delle donne che chiedono asilo e nella mensa dei poveri, oltre al costante impegno profuso nella scuola.

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