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ACCOMPAGNARE

Accompagnate chi è rimasto al bordo della strada, zoppi, storpi, ciechi, sordi. Non costruite mai muri né frontiere, ma piazze e ospedali da campo. C'è sempre più bisogno di ponti e non di muri. Perché i ponti uniscono, mentre i muri dividono. La storia anche dei nostri giorni richiede in modo crescente l'arte della mediazone, momento arduo e atteso nell'educare. C'è sempre chi rompe i ponti e distrugge le relazioni. E' colui che nella vita pretende sempre dagli altri e non da se stesso. E comanda con durezza. Rompe le relazioni fraterne chi butta il fratello nella cisterna, per scartarlo ed eliminarlo, incapace di reggerne la diversità.
Rompe chi fa la guerra, pensando che con i bombardieri si può costruire la pace e portare la democrazia. Vana illusione! Ma rompe ancor più i ponti chi strappa le croci dalle chiese antiche per sostituirle con una bandiera nera: distrugge un simbolo, ma non strappa dal cuore la nostra fede. Eppure c'è sempre chi opera per la riconciliazione, con tenacia, e si presta per un intervento umanitario, con coraggio. Mirabile, da questo punto di vista, è il ministero infaticabile del Papa, che sta facendo egregiamente il “pontefice”: quanti ponti ha costruito per mettere d'accordo parti in conflitto, per cercare di riprendere il filo del dialogo tra le religioni, per far vincere la pace! Dovremmo imparare da lui l'arte dell'accompagnamento: fatta di parole positive, reciproche, di incoraggiamento, di emulazione e non di invidia. Di stima e non di gelosia. Di mitezza, che ci fa star bene con chi è ferito e non con i potenti del mondo e con i notabili del paese. Valorizziamo al massimo l'arte della mediazione: antichissi- ma ed indispensabile, fatta di tre passaggi. Prima di tutto saper valorizzare i piccoli passi, con tanta stima reciproca, espressa già con lo sguardo negli occhi... Secondo passaggio è il superamento della fretta: chi è mite sa costruire e ricostruire, visita, chiede scusa, apre finestre, riporta luce, in una parola accompagna. La mediazione – lo sa chi l'ha provata – spesso è amara; per questo chiede tenacia interiore. Al momento può sembrare anche di perdere. Spesso si ha l'impressione di stare vanamente in mezzo, prendendo parole dure da entrambe le parti. Anche a Gesù hanno detto: “Ha salvato gli altri, salvi se stesso!” Per questo il vero pontefice sa di dover fare un'alleanza nuova e ritrova la forza di ricominciare ogni volta che è necessario, sentendo su di sé l'amore dell'unico mediatore tra cielo e terra, Cristo nostro Signore.