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CHI AMA NON CERCA IL SUO INTERESSE

L'amore può spingersi oltre la giustizia e straripare gratuitamente, fino ad arrivare all'amore più grande, che è dare la vita (n.102) E' stato detto più volte che per amare gli altri occorre prima amare se stessi. Tuttavia l'inno all'amore di San Paolo afferma che “l'amore non cerca quello che è suo”, ma “l'interesse degli altri”: lo si legge nella lettera ai Filippesi. Chi è incapace di amare se stesso incontra difficoltà nell'amare gli altri. E' scritto nel libro del Siracide: “Chi è cattivo con
se stesso con chi sarà buono? [...] Nessuno è peggiore di chi danneggia se stesso” (14,5-6). Però lo stesso San Tommaso d'Aquino ha spiegato che “è più
proprio della carità voler amare che voler essere amati” e che, in effetti, “le madri, che sono quelle che amano di più, cercano più di amare che di essere amate” (Summa Theologiae q.27). L'esempio di questo “amore più grande” è quello di Gesù, che don Giovanni Calabria, innamorato di Dio e apostolo instancabile nel
servizio dei poveri, ha sintetizzato così: “Dio è Amore: amare è donare; ecco la creazione – Dio è Amore: amare è farsi comprendere; ecco la rivelazione – Dio è Amore: amare è farsi simile a chi si ama; ecco l'incarnazione – Dio è Amore: amare è salvare chi si ama; ecco la redenzione – Dio è Amore: amare è voler essere con chi si ama; ecco l'eucaristia – Dio è Amore: amare è voler rendere felice chi si ama; ecco il paradiso”. Purtroppo ci sono alcuni che si dicono cristiani, ma vivono la loro fede a modo proprio, senza abbandonare certe libertà nei divertimenti, le vanità nel vestire, la golosità dei cibi: pregano Dio, ma se non giungono ad ottenere ciò che desiderano, vivono inquieti; se poi sono toccati nella stima, diventano di fuoco; se non guariscono da quel male, perdono la pazienza...
Amano Dio, ma poiché non sanno distaccarsi dalle cose del mondo, cui sono tanto affezionati (come onori, ricchezze, vanità), non sentono neppure la voce di Dio che parla a loro e rischiano di perdersi per sempre. L'attaccamento a se stessi si riscontra anche nel campo della scelta vocazionale, che – specie nel caso della vita religiosa – talora viene osteggiata in famiglia. Non mancano infatti genitori o parenti che cercano di impedire il sogno di un figlio, per tenerlo vicino a sé,
pensando di poterlo avere sempre a disposizione. Il consiglio di Gesù su questo tema è stato esplicito: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso” (Mt 16,24). Qualsiasi scelta seria di seguirlo come maestro deve comprendere la propria libera decisione di amare Dio e il prossimo, con la stessa misura di generosità della sua.

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