Menu
A+ A A-

CHI AMA SI PERDONA

Sappiamo che per poter perdonare abbiamo bisogno di passare attraverso l'esperienza liberante di comprendere e di perdonare noi stessi (n.107) Ogni tanto si sente qualcuno dire: 'Mi prenderei a sberle'... Si può anche tirarsi le orecchie o infliggersi altre penitenze. Ma sono tutte azioni scomode e poco utili. Se hai sbagliato, invece di perdere tempo ed energie con le sberle, le tirate d'orecchio, è meglio dedicarsi subito a correggere lo sbaglio fatto. Correggere vuol dire trasformare il tuo errore in una opportunità: di imparare, di crescere, di conoscere te stesso e gli altri, di affrontare le esperienze della vita. A ben trattarli, anche gli errori sono molto utili. Per cambiare un errore in una opportunità serve un atteggiamento solo: essere “indulgenti” con se stessi. Essere indulgenti con noi stessi non vuol dire – beninteso – darsi sempre ragione e nemmeno darsi una doppia morale: una larga per noi e una stretta per gli altri. Vuol dire, invece, conoscere e ri-conoscere con esattezza i nostri limiti, le nostre debolezze e dunque i nostri errori: lo dice anche il Papa nel paragrafo citato: “C'è bisogno di pregare con la propria storia, di accettare noi stessi, di saper convivere con i propri limiti, e anche di perdonarsi, per poter avere questo medesimo atteggiamento verso gli altri”. Ma dobbiamo anche conoscere e ri-conoscere la nostra capacità di cambiare, le nostre qualità affettive e intellettuali, i nostri numeri, insomma. In quanto creature Dio ci ha fornito di limiti ma anche di talenti: i limiti ci servono per non perdere il senso della realtà; i talenti per superarli, per scoprire nuovi orizzonti. Per diventare uomini nuovi. Vive male chi si considera uno stupido irrecuperabile. Vive peggio chi si ritiene infallibile come Dio: quanti errori divini deve correggere, per mettere il mondo a posto! Dal momento che nessuno di noi aumenta di un centimetro gonfiando il petto o tirandosi su per le orecchie, tanto vale essere “indulgenti” con la nostra condizione di creature: si tratta di un dono, non di una condanna! E' molto importante avere un giusto concetto di sé come raccomanda Paolo ai cristiani di Roma: “Per la grazia che mi è stata data io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto conviene, ma valutatevi in modo saggio e giusto, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. [...] Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi” (Rom 12,3-4.6)

logo regione

varese4u logo

Plan what to see in Varese with an itinerary including Sacro Monte Unesco di Varese