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CHI AMA SI IMPEGNA PER LA VITA

Non si deve gettare sopra due persone limitate il tremendo peso di dover riprodurre in modo perfetto l'unione Cristo-Chiesa (n.122) L'amore nasce nel fidanzamento (l'incontro), cresce nel matrimonio (la scelta) e si realizza pienamente nella vita di coppia (il compimento). Questo amore è eterno, unico; non è una semplice
avventura, ma un impegno di e per tutta la vita. Certo lo scorrere del tempo nel matrimonio porta con sé numerose possibilità, ma anche tante incognite. Può essere vissuto come opportunità, come occasione di crescita nella qualità della vita coniugale e familiare. Il tempo può essere la grande risorsa dell'amore. Ma può essere anche una prova, una sfida: questo amore saprà resistere nel tempo? E' noto a tutti anche il rischio di cadere nella routine, nella noia, nell'abitudine, nello scontato... Come si può evitare questo rischio?. Ricordando che, anzitutto, il matrimonio non è solo traguardo, ma inizio di un cammino; non è solo bisogno dell'uomo che risponde all'esigenza di amare e al bisogno di amore, ma anche desiderio di Dio, che vuole per ogni suo figlio una vita che si possa dire realizzata; per un matrimonio che sia segno efficace per gli stessi sposi e di esempio per i giovani di oggi, non deve esserci l'amore solo come sentimento buono, ma l'amore come sentimento vero. “Il matrimonio come segno implica un processo dinamico, che avanza gradualmente con la progressiva integrazione dei doni di Dio”, afferma papa Francesco. Si inizia con un amore estatico: uno scopre una bellezza e una ricchezza di vita che lo affascina e lo lega all'altra persona. Questo è l'amore più delicato e rispettoso, perché si apre alla bellezza senza intaccarla. Segue l'amore possessivo: nasce il desiderio di avere l'altro tutto per sé, di introdurre la persona amata nella propria vita, avendo con lei un rapporto privilegiato, unico, che non può essere condiviso con nessuno. Quando i due sono uniti profondamente, nasce l'amore
oblativo: entrambi sentono l'altro come prolungamento della propria vita e percepiscono il bene dell'altro come il bene proprio: condividono gioie e dolori, fatiche e benessere, provano gioia nel fare felice l'altro, nel non deluderlo, nel procurare il suo bene, nell'aiutarlo a realizzare la sua vita. Ma anche questo amore deve crescere gradualmente nell'amore progettuale: non “io per te” o “tu per me”, ma entrambi per il bene di entrambi. Si elabora insieme un progetto di vita in cui ognuno conserva la sua identità, ma si vuole la felicità condivisa, in un mutuo donarsi ed accogliersi.

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