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FABIO ARU, LA FORZA DELL’UMILTA’

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di felice magnani

Un carattere forte, puntuale, capace di far prevalere sempre la razionalità sull’emozione, di mantenere intatto l’equilibrio, anche quando verrebbe voglia di lasciarsi andare a qualche imprevedibile battuta. E’ Fabio Aru, il giovane campione sardo che ci ha fatto stare incollati per interi pomeriggi davanti al video, il generoso e intelligente ciclista che ci ha fatto vivere quell’ italianità di cui spesso ci dimentichiamo, presi come siamo dal caos della vita moderna. Aru non ha vinto il Tour, ma ci ha fatto sognare, esultare e soprattutto riflettere sulla bellezza di uno sport che vive la sua storia sulle strade, in mezzo alla gente, a tutta la gente, quella che sta accanto ai suoi beniamini nei modi e nelle forme di un’allegra e vivace spontaneità popolare. A Parigi è arrivata la corrazzata SKY con alla testa il suo comandante, quel Chris Froome al quale bisogna riconoscere doti di valoroso condottiero, capace di guidare una pattuglia di uomini dotata di una grandissima personalità, vincente al punto di sapersi sottomettere pur di mantenere intatto lo spirito organizzativo di una grandissima squadra. L’unico che ha tentato di stare alla pari è stato proprio lui, quel sardo col diploma liceale, capace di fare il punto senza mai uscire dal rigo, senza macchiare, neppure per un attimo, la storia di un Giro che sorprende tutti coloro che amano fino all’inverosimile lo sport della bici. Ha vinto il più forte? Forse, certamente ha vinto la squadra più organizzata, più capace di rispondere alle richieste di un Tour che resta la corsa più seguita al mondo, dove riesce difficile nascondersi e dove ogni giorno è una conquista della vita, un modo per dire: “Ce l’ho fatta”. Fabio Aru ci ha fatto capire che le conquiste hanno bisogno di tempo e determinazione per maturare, hanno soprattutto bisogno di un carattere fermo e leale che non si lasci fuorviare dalle incongruenze e dalle contraddizioni. L’obiettivo di Fabio è chiaro, lo ha sottolineato subito dopo l’arrivo ai Campi Elisi rispondendo ad Andrea De Luca: “Ci rivediamo al Tour”. La conquista è solo rimandata, resta solo il tempo per prepararla, con quella forza e determinazione che sono la struttura portante del carattere di questo sardo dalle gambe d’acciaio.