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LA TERRA, UN BENE DA AMARE

campo

di felice magnani

C’era una volta la terra e gli uomini le vivevano accanto, era la compagna di grandi avventure lavorative, di sogni e di speranze, di volontà e di grandissima determinazione. Chi ha avuto la fortuna di essere figlio o nipote di gente vissuta in campagna sa perfettamente quanto l’uomo sia legato alla terra e quanto la terra sia legata all’uomo, quanto sia importante continuare tradizioni che hanno permesso di vivere e di vivere bene. Chi è stato accanto ai contadini e ne ha condiviso anche solo idealmente i sacrifici e le fatiche sa quanto sia bello ricordare filari di gelsi o di viti o frutteti o campi di grano o di erba medica o ricordare la bellezza di quella vita di corte dove la vita era veramente vissuta tra speranze condivise e sogni, a tu per tu, quando le parole erano poche, ma piene di un’armonia straordinaria e quando bastava poco per essere felici, anche solo salire su un melo o su un pero o cogliere un grappolo maturo di uva nera, pronta per essere pigiata. Chi ha vissuto accanto ai contadini non può non aver contratto il gusto della semplicità e della familiarità, non può non aver coltivato l’amore per tutto ciò che circonda l’uomo e che lo richiama spesso al gusto della coerenza e della condivisione. Nelle case dei contadini non c’era l’acqua, non c’erano i termosifoni, non c’era la fuoriserie, non c’erano i soggiorni e le televisioni, ma c’era la voglia di parlare e di condividere, di condividere follemente quella natura che era l’amabile compagna di viaggio. Quando sulle colline non arrivavano i trattori e i grandi mezzi agricoli della nuova società industriale, arrivavano loro, i cavalli e gli asini, a dare coraggio all’intraprendenza umana, a dimostrare che esiste un destino comune che riguarda tutti e che la vita è la somma di tante energie che si uniscono per rendere meno difficile un cammino. La terra è sempre stata il punto di partenza e il punto di arrivo, ha sempre dimostrato all’uomo la sua voglia di coadiuvarlo nelle fatiche quotidiane, di aprirgli uno spiraglio di vita nuova e gratificante. E’ nell’amore per la terra che decolla e si completa il destino dell’uomo, è nell’amore per la terra che si configura quel senso della bellezza che papa Francesco è riuscito a definire magnificamente nella sua enciclica, rimettendo al centro il luogo in cui il genere umano ha il compito di dimostrare l’attendibilità della sua intelligenza.