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Prodotti del Varesotto

- Formaggella del luinese D.O.P. è un formaggio a pasta molle, dal sapore gradevole e dolce, aroma delicato che si intensifica con la stagionatura, ottenuto utilizzando latte intero e crudo di capra “Camosciata delle Alpi” e “Nera di Verzasca”. La stagionatura viene effettuata in celle con umidità controllata e con una temperatura massima di 15 gradi oppure in cantine a umidità naturale. La fase di stagionatura deve essere protratta per almeno 20 giorni. La Formaggella del Luinese è ormai da tempo il prodotto di punta delle aziende agricole delle COMUNITA' MONTANE DELLA PROVINCIA DI VARESE (l'area di produzione comprende circa 70 comuni)

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- Furmagg de ségia (o Bicc). Tipico di Arcumeggia che tutti gli anni a settembre gli dedica una festa.
Il nome deriva dal recipiente di legno in cui vengono riposti a strati pezzi della locale formagella di capra, ricoprendo ogni strato con pepe e spezie. Si aggiunge poi panna o siero di latte o latte e si copre con un coperchio di legno, più piccolo della ségia e si lascia fermentare per almeno 40 giorni.
Il risultato è un formaggio morbido, molto saporito e piccante, che si inizia a consumare a settembre, poco prima dell'asciutta delle capre.
Si accompagna a polenta, pasta e riso, oltre a essere gustato da solo.
In passato produrre il furmagg de ségia era un rito che scandiva la fine della stagione di pascolo e un sistema per conservare il formaggio per l'inverno.

Formag

- Frumagit di Curiglia con Monteviasco. E' un formaggino caprino di forma ovale e di piccola pezzatura.
La forma deriva dal tipo di stampo: la 'tromba' o caròt, un tubo metallico forato allargato ad imbuto ad una estremità (da dove si 'carica' la cagliata). I frumagit terminato lo spurgo venivano ottenuti tagliando con il coltello alla stregua di fette di salame la pasta che fuoriusciva dallo stampo.
La reputazione dei formaggini di Curiglia e Monteviasco era tale che in passato le donne di Curiglia e Monteviasco avevano un 'posteggio' assegnato dal comune nel mercato di Luino.

furmagit curiglia

 

- Gorgonzola D.O.P. Dal 2001 il territorio varesino è inserito tra le zone di produzione e stagionatura del formaggio D.O.P. Gorgonzola. Il Gorgonzola di Varese è un formaggio che si caratterizza per l'aspetto morbido, cremoso e tipicamente screziato, ma soprattutto per il suo sapore particolare e leggermente piccante. Viene prodotto con il Latte Varese seguendo standard di produzione, di raccolta del latte e di stagionatura molto rigidi. Ad oggi l'unico produttore provinciale di Gorgonzola è la Cooperativa Agricola Latte Varese, che consegna il latte raccolto nella Centrale varesina alla Latteria Sociale di Càmeri, dove si producono le forme di Gorgonzola.

gorgonzola

- Furmagina de Vares, Sancarlin, Toma sono tutti prodotti eccellenti consumabili freschi o stagionati che mantengono, grazie ad una lavorazione squisitamente artigianale, le varie sfumature stagionali legate ai diversi foraggi e alla varietà dei pascoli che alimentano gli animali durante l’arco dell’anno. Furmagina e Toma vengono prodotte, con latte varesino, dal caseificio Norden di Osmate.
Furmagina de Vares Ottenuta dal latte lasciato lentamente acidificare e con l’aggiunta di una piccola dose di caglio per favorirne la coagulazione. Toma La Toma è ottenuta dal latte fresco del Varesotto lavorato artigianalmente in modo da avere un prodotto che si possa conservare per diversi mesi dopo la produzione.Sancarlin o Zincarlin Viene preparato in casa lasciando stagionare per qualche settimana la “furmagina”.

Zincarlin1

 

Violino di Capra Nelle montagne della Val Veddasca si usa preparare ancora oggi il “Violino di capra”, uno speciale prosciutto ottenuto dalle cosce di capra o pecora allevata allo stato semibrado. La tradizione vuole che per affettarlo lo si maneggi come un vero e proprio violino, appoggiandolo sulla spalla sinistra e utilizzando il coltello come un archetto.
Il "violino" viene tuttora preparato artigianalmente; i pezzi vengono salati ed aromatizzati con aglio, lavati con vino rosso e sfregati con bacche di ginepro, e poi lasciati stagionare per un periodo che varia da tre a sei mesi. E’ un prodotto capace di sprigionare profumi e sapori intensi, delicatamente speziati.
Il prodotto è talmente raro e apprezzato che è stato provvisto del “Presidio” per la salvaguardia e lo sviluppo della sua qualità dal Movimento Slow Food.

tipico taglio violino di capra

 

- Salame Prealpino Varesino Si tratta della storica "filzetta" prodotta in provincia di Varese con carni di puro suino, legata a mano con corda scura e dalla particolare concia aromatica, preparata macerando il Thymus Vulgaris (spontaneo sulle colline del varesotto) nel vino, operazione che caratterizza e distingue il Salame Prealpino Varesino dagli altri prodotti simili. La stagionatura e l'affinamento finali durano almeno cinque settimane. All'immissione sul mercato il Salame Prealpino Varesino deve avere il bollino numerato rilasciato dal Consorzio.

prealpino

- I "salamini di capra" sono salumi prodotti tradizionalmente in Valcuvia. Si ottengono  ottengono dalla macinatura di carni di capra ben sgrassate e miscelate, in opportune proporzioni, con grasso sempre di provenienza suina, scelta derivante da motivi di natura sia organolettica che di conservazione. Per rendere meno evidente il sentore di capra, nella miscela di macinato di carne vengono aggiunte spezie con dosaggi e ricette spesso gelosamente custodite dal produttore.

salamini capra

- Lardo Lonzato Monterosa. È ottenuto dalla salatura ed aromatizzazione di una particolare frazione dorsale di suini nazionali denominata "lardo con lonza". Aromatizzato con spezie pregiate che ne conferiscono un gusto pieno e armonioso.

lardo lonzato monterosa Copia

 

- “Un quai cosè un liquore d’erbe a contenuta gradazione alcoolica (25%vol), digestivo dal gusto amabile. È prodotto dal Liquorificio Garbini che da tre generazioni con attenzione artigianale produce liquori, amari con infusi d'erbe, grappa giovane ed invecchiata, grappa con erbe e radici, frutta al liquore.

un quai cos

- “Elixir al Borducan è il liquore del Sacro Monte, un infuso a base d’arancia e di erbe aromatiche inventato dal garibaldino Davide Bregonzio nel 1872, la cui ricetta è giunta fino a noi, tramandata di padre in figlio. Oggi è prodotto dalla Rossi d'Angera.

6 borducan big

 

L'"Amaretto di Saronno" non è un liquore distillato ma piuttosto un infuso alcolico, per cui ne è molto diffusa anche la preparazione casalinga, ha una gradazione di circa 28°, può essere bevuto liscio o con ghiaccio e viene impiegato anche come base nella preparazione di altri drink. La ricetta originale prevede l'impiego di oli essenziali di mandorla miscelati con spezie dalla dolce fragranza, che gli conferiscono un gusto dolce-amaro, un colore ambrato e un retrogusto mandorlato. Le sue origini risalgono al 1500, anno in cui nella città di Saronno venne commissionata al pittore Bernardino Luini la realizzazione di un affresco che ritraeva "L'Adorazione dei Magi", tuttora visibile presso il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli. Il pittore, innamoratosi della sua locandiera, si ispirò a lei nel ritrarre l'immagine della Madonna ed ella, per ringraziarlo, gli donò un elisir di erbe, zucchero tostato, mandorle amare e brandy. Per contrastare qualsiasi imitazione dal 1971 il brand è diventato DiSaronno Originale.

disaronno

- Grappa d’Angera La Rossi d'Angera si dedica alla produzione di grappa e liquori dal 1847. La maturazione in legno dona doti di eleganza e di completezza che la affiancano ai più grandi distillati del mondo.

rossiangera

- Birra Poretti Il 26 dicembre 1877 in Valganna, vide la luce la prima “cotta” del Birrificio Angelo Poretti. Il suo fondatore viaggiando in Austria, Boemia, Baviera apprese le ricette e i segreti dei migliori mastri birrai. Tornato in Italia, costruì il suo birrificio in Valganna, scelta per l'acqua purissima delle sue fonti, indispensabile per una birra di qualità. La Birra Poretti viene riproposta dalla Carlsberg Italia.

PorettiOriginale

- Vino Varesino. Fino all'inizio del XX secolo, la vitivinicoltura era molto diffusa nel Varesotto e rappresentava un'importante fonte di lavoro e di reddito. Vespolina, Ughetta, Corbera, Pignolo, Moretto, Schiava, Chiavennasca bianca, erano i nomi di alcune uve. Da Varese ad Angera, dalla Bassa al confine con la Svizzera e fino alle sponde dei sette laghi, la provincia era tutta un vigneto. Le cose incominciarono a cambiare verso la metà del XIX secolo, con le malattie della vite che falcidiarono i vigneti. Nell'area prealpina ci fu un estremo tentativo di reimpiantare la vite americana. Ma presto si preferì passare ai vini sfusi pugliesi e meridionali che costavano poco. La bachicoltura garantiva un reddito più alto alle famiglie contadine e la crescente emigrazione, che attirava la gioventù, completò la rivoluzione. Così le vigne scomparvero quasi dappertutto e Varese, scoperta una più redditizia vocazione turistica, sostituì i filari di vite con giardini all'italiana. Da alcuni anni è ripresa una produzione di vini estratti dai vitigni locali che hanno ottenuto nel 2005 l’Indicazione Geografica Tipica “Ronchi Varesini”. Il nome prende spunto dalla caratteristica coltivazione a terrazzamenti (ronchi o miogni) tipica della provincia di Varese sin dai tempi di Carlo Borromeo.A metà '500, quand'era cardinale a Roma, il Cardinale si faceva mandare il vino in botte, via Genova, per mare, direttamente dalla Valceresio dove la famiglia possedeva il castello di Frascarolo, preferendolo al celebrato vino di Frascati e di Marino. Persino il carcere di Varese (i miogni) sorge su terreni una volta coltivati a vigneti e da essi prende il nome. Tra i produttori ricordiamo: Cascina Piano di Angera, Cascina Ronchetto di Morazzone, Tenuta Tovaglieri di Golasecca, Azienda agricola di Giovanni Malnati di Masnago e Azienda Vitivinicola Laghi d’Insubria. I loro vini San Quirico, Sebuino, Angliano, Pascale, Serpillo, Ticinum, Angleria, Brugus, Monte Tabor sono ottimi vini profumati e morbidi, rossi, rosati e bianchi, provenienti in particolare da uve nebbiolo e merlot ma anche gamaret, pinot, chardonnay e malvasia.

Vino

- Miele Varesino D.O.P

Il Miele Varesino è D.O.P. ed è tutelato dal “Consorzio Qualità Miele Varesino” che ha lo scopo di salvaguardarlo sia in sede di produzione che in sede di commercializzazione. In particolare, i tre tipi di miele tutelati sono:Miele Millefiori, di sapore gradevole e variabile in base alla zona di produzione e aroma forte, è ricavato dal polline di fiori diversi e dalla melata di più piante. Ottimo per la preparazione di dolci casalinghi e per la prima colazione.Miele di Acacia, di colore leggermente ambrato, aroma delicato e sapore molto dolce. E’ indicato per accompagnare formaggi pecorini stagionati e frutta fresca di stagione.Miele di Castagno, con aroma forte, leggermente amaro, di colore scuro tendente al nero. Si accompagna perfettamente a formaggi stagionati di capra e misto capra vaccino.

miele 04

Gli asparagi di Cantello Oggi prodotto De.Co., sono una varietà di asparago bianco a punta violetta di origine francese (la Precoce Rosa d'Argenteuil ), coltivata qui dall'800 per la  perfetta compatibilità con il terreno ed il clima locali, hanno un gusto delicato caratterizzato da un'inconfondibile aromaticità che nasce dall'equilibrio tra note dolci e note leggermente amarognole. Sono ottimi cotti, abbinati al riso o le uova cioè alla milanese, oppure crudi abbinati a formaggi freschi, soprattutto di capra o a diversi tipi di pesce crudo o marinato. Sono inoltre ricchi di vitamine e sali minerali e stimolano la diuresi tanto che sono un coadiuvante contro calcoli renali e reumatismi, ma vanno comunque consumati con moderazione.Cantello è una delle ultime zone, di produzione dell'asparago in Lombardia , e ogni seconda domenica di maggio viene organizzata una sagra con vendita e assaggi di questo prelibato ortaggio, coniugato in tanti modi diversi.

asparago Cantello 01 A

- Perzic de Munà De.Co.

I "Perzic de Munà" (pesche di Monate) sono tipiche del territorio nei pressi del Lago di Monate, in particolar modo nei comuni di Travedona Monate, Comabbio, Osmate e Cadrezzate. Il microclima del luogo consente infatti di ottenere pesche bianche particolarmente adatte alla conservazione per lungo tempo in acqua e zucchero e nelle tipiche scatole di latta.
Le pesche, rigorosamente bianche e dalla polpa compatta, vengono raccolte e confezionate in giornata per la conservazione in acqua e zucchero senza conservanti e senza coloranti.

pesche monate


- Amaretti di Gallarate

La storica ricetta (mandorle dolci, armelline, chiara d’uovo e zucchero) risale alla fine dell’800 e ne attribuisce la paternità al celebre Furlandoni, antico pasticcere di Gallarate.
La leggenda vuole che la forma degli amaretti sia nata proprio da una sua sventura: il pasticcere avrebbe preparato dei biscotti e poi sarebbe andato a dormire. Durante la notte un gatto camminò sull'impasto fresco, rompendolo con le zampine. Ovviamente, al risveglio, il pasticcere non era molto contento ma, su consiglio della moglie, provò a vendere comunque il prodotto: allora come oggi fu un successo. 
Ma questa è poco più di una leggenda; infatti il gesto con il quale i pasticceri schiacciano gli amaretti uno ad uno, dandone la forma, è strano, ma fa parte di una precisa manualità custodita dai più esperti, ritualità dalla quale dipende poi il loro sapore.
Gli Amaretti di Gallarate hanno ottenuto il marchio De.Co. e il riconoscimento come prodotto tipico della Regione Lombardia.
amaretti galla

 

- Amaretti di Saronno

Nel 1718, in occasione di una visita dell’allora cardinale di Milano Agostino Cusani al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno, una giovane coppia preparò un impasto a base di zucchero, armelline e bianco d'uovo che, fatto lievitare in forno, diede origine a dei biscotti tondi che vennero chiamati Amaretti.
In seguito fu la famiglia Lazzaroni, che si era trasferita da Teglio a Saronno agli inizi del Settecento , a farsi portabandiera di questa specialità dolciaria inizialmente nel piccolo laboratorio familiare, poi a livello industriale grazie alla fondazione della D. Lazzaroni & C.

 

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- Brutti e Buoni di Gavirate

L’antica ricetta risale al 1878 e fu creata da Costantino Veniani. E’ il dolce tipico di Gavirate, località turistica sulle rive del Lago di Varese.
La fragranza di mandorle e nocciole tostate e il delicato aroma alla vaniglia fanno dei Brutti e Buoni dei dolci ottimi da gustare in ogni occasione: accompagnati da spumanti, vini liquorosi, creme, un buon caffe’ o da una fumante tazza di cioccolata.

brutti e buoni

 

 

- Dolce Varese

Conosciuto anche col nome di " Amorpolenta " perchè contiene farina di polenta, è una torta soffice, senza creme, molto morbida e leggera, da mangiare in qualunque momento della giornata, ottima per la colazione o con il the pomeridiano.
Si prepara con ingredienti semplici come mandorle tritate, farina gialla e bianca e poi spolverato da uno strato di zucchero a velo. E' possibile conservarla in casa per diversi giorni, pur non contenendo alcun colorante o conservante.

torta di polenta

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