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Liquori, pasticceria e, presto, anche i vini IGT

Presto il Sacro Monte potrebbe tornare ad avere i suoi vigneti, come ai tempi del cardinale Alfonso Litta, nel '600, quando le vigne s'arrampicavano fino alla settima cappella, quasi seguendo il percorso devozionale della via del Rosario. Esiste un progetto per verificare se è possibile recuperare la tradizione vitivinicola sui versanti della montagna sacra e in altri rioni di Varese, Casbeno, Avigno, Casciago, Biumo e Bobbiate, dove Bacco tanto tempo fa era di casa.
Oggi le pendici del Sacro Monte sono ricoperte di boschi. Si tratta di fare pulizia, di creare spazi e recuperare i coni ottici panoramici, liberando la visuale dai rovi e dagli alberi d'alto fusto non di pregio.

Qualora nel 2006, come previsto, la provincia di Varese dovesse ottenere la IGT (indicazione geografica tipica) per i suoi vini, con la conseguente possibilità d'impiantare nuovi vigneti, allora anche la montagna di Varese potrebbe destinare gli spazi recuperati alla coltivazione dell'uva.
Tra coloro che sono interessati al progetto c'è Carlo Bottinelli, storico produttore e grossista di vini.
L'azienda già produce il Principato Santa Maria del Monte rosso, 11,5 gradi, una cuvée ottenuta con uve Barbera d'Asti e Barbera dell'Oltrepò Pavese. La versione in bianco è ricavata da uve Chardonnay con una piccola parte di Pinot del Veneto.

Entrambe le bottiglie sono decorate con un'etichetta che raffigura le Cappelle del Sacro Monte in un'antica stampa in bianco e nero. Santa Maria del Monte offre altre specialità. L'officina erboristica Santa Chiara vende il rosolio e il digestivo d'erbe tratti dalle ricette delle monache romite. All' hotel ristorante Le Colonne 1921 in via Fincarà 37 e al Caffè del Borducan in via Moriggi 43 si può acquistare l'Elixir del Borducan, il liquore d'arance inventato nell'800 dal garibaldino Davide Bregonzio. Il liquore contiene estratto d'olio essenziale delle bucce d'arancia.

Scendendo a Varese a caccia d'altre specialità, una tappa in pasticceria vi consentirà di gustare il Dolce Varese. La ricetta è basata su un particolare impasto di mandorle tritate, zucchero a velo e farina gialla. Creata da Zamberletti, è stata poi liberamente interpretata da altri pasticcieri e ha dato vita a varie Torte Varese, che sono in vendita in tutti i negozi specializzati della città.

Altri dolci tradizionali sono il pane dei morti, l'osso da mordere e il pan de mel, pane di miglio. La torta di polenta è una sorta di pasta frolla ottenuta con miscele di farina di mais e frumento.
Nel chiosco al Mosè si possono acquistare i vasetti del pregiato miele d'acacia, castagno e millefiori garantiti dal marchio del consorzio. Altre specialità sono le giromette, il classico souvenir del Sacro Monte fatto di farina, acqua e di una penna colorata di gallina (presso il chiosco dell'artista Biagini sulla scalinata al Santuario) e i mustazzit o mostaccini delle monache, preparati in origine dalle romite del Sacro Monte di Varese. Il cuoco varesino Bartolomeo Scappi, nel 1570, li chiamava morselletti, cioè piccoli morsi, bocconcini. Si trattava di piccola pasticceria, come diremmo oggi, ottenuta con farina bianca, miele, acqua e spezie a piacere, semi d'anice, cannella, chiodi di garofano, semi di coriandolo e noce moscata.

A S. Maria del Monte opera anche lo studio di restauro di edifici, mobili ed opere d'arte di Fabio Nicora.
Vale la pena ricordare, infine, che il paniere delle tipicità varesine annovera altre squisitezze non acquistabili al Sacro Monte, a cominciare dai Brutti & Buoni di Gavirate, i gustosi dolcetti a base di spuma d'albume misto a mandorle, le pregiate pesche in scatola di Monate, il gorgonzola Dop della Prealpina Latte, i prodotti a marchio Campo dei Fiori di Daverio, le tome e i caprini della Valcuvia, gli asparagi di Cantello e tante altre goloserie.

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